Le Fonti e il Palazzo dell’Abbondanza

 

Albero della fertilitàterminata nel 1265
(indizione ottava), mentre il cavaliere
Ildibrandino da Pisa,
dopo aver riscoperto numerose
magistrature,
era Podestà di questo territorio”

Sono queste le parole che in latino si possono leggere nell’epigrafe marmorea della facciata della Fonte dell’Abbondanza. L’edificio è costituito da tre arcate a sesto acuto che precedono altrettante vasche, un tempo contenenti acqua. La struttura aveva due funzioni principali: veniva usata come principale risorsa di approvvigionamento d’acqua del paese e, al piano superiore (realizzato nel XV secolo) era impiegata come magazzino per la raccolta dei cereali. Ma la caratteristica che rende unica questa Fonte è il modernissimo e profano affresco visibile sulla facciata di sinistra, denominato “Albero della Fecondità”, sopravvissuto fino ai nostri giorni grazie allo strato sottile di calcare che lo ricopriva. Si ritiene che in origine anche le altre pareti interne fossero dipinte ma purtroppo le opere di restauro fin’ora condotte sono riuscite a riportare alla luce solo tracce di affreschi. La peculiarità del dipinto sta proprio nel soggetto rappresentato: un grosso albero dai frutti fallici fa da sfondo a quella che sembra essere una festa pubblica, dove un gruppo di donne in primo piano tenta di accaparrarsi i frutti che pendono dai rami. L’affresco, quindi, è da interpretare come un inno propiziatorio alla vita.
Attualmente le vasche sono vuote, così da poter preservare al meglio l’affresco e il piano superiore è utilizzato come sala polifunzionale che durante l’anno ospita mostre, conferenze e proiezioni cinematografiche.