Montebamboli – le miniere di lignite e l’oreopiteco

È un piccolo insieme di abitazioni costruite nelle vicinanze della fattoria Petrocchi; il castello, di cui non rimane che qualche rovina, viene ricordato in un documento del 1316 come appartenente alla nobile famiglia senense dei Sergardi. Ebbe un certo sviluppo alla fine del Settecento, nell’ambito della politica di ripopolamento delle campagne voluta dal Granduca Pietro Leopoldo. Nel 1839 fu accertata l’esistenza di alcuni banchi di lignite di ottima qualità; venne dunque costituita la Società Carbonifera Francese che dette il via ai lavori di escavazione, durante i quali si rinvenne il primo fossile dell’ Oreopithecus bambolii, oltre a numerosi fossili animali. Si costruì anche una strada ferrata (i cui resti sono in parte visibili), attiva fino ai primi anni del Novecento, che collegava la miniera di Montebamboli al Golfo di Follonica per il trasporto del carbone fossile.